Bollo agevolato per veicoli storici

BOLLO AGEVOLATO PER I VEICOLI STORICI

A partire dal 1 gennaio 2015, secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità (articolo 1, comma 666, della legge 23 dicembre 2014, n. 190) sono esentati dal pagamento della tassa di possesso tutti i veicoli, a partire dal 30° anno dalla data di prima immatricolazione – ad esclusione di quelli adibiti ad uso professionale. Per questi veicoli è previsto il pagamento di una tassa forfettaria di circolazione.
Dunque, se il vostro veicolo ha più di 30 anni, nel caso di utilizzo su pubblica strada sarete obbligati, secondo la Legge Statale, al versamento della tassa di circolazione annuale, per i seguenti importi:

– Autoveicoli: 28,40 euro
– Motoveicoli: 11,36 euro

Attenzione però, questo per quanto riguarda la Normativa Statale, ma in virtù della Riforma del Titolo V della Costituzione ogni regione può legiferare, entro certi limiti sul bollo. Perciò dobbiamo rilevare che:

1. Gli importi sopra elencati sono suscettibili di variazioni a seconda della Regione di residenza.

2. Nonostante l’abolizione della categoria di “veicoli di particolare interesse storico e collezionistico” operata dalla Legge di stabilità, alcune Regioni hanno adottato e stanno adottando delle normative specifiche che garantiscono un regime di favore anche ai veicoli di età compresa tra i 20 e i 29 anni di età.

ATTENZIONE:

A partire dal periodo d’imposta decorrente dal 1 Gennaio 2015, tutti i veicoli (autoveicoli e motoveicoli) compresi tra i 20 e i 29 anni sono assoggettati alla normale tassa automobilistica regionale di possesso istituita con DPR. n. 39/1953 e disciplinata dalla legge n. 53/1983. Alcune Regioni hanno deliberato quanto segue:

in Emilia Romagna i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico hanno l’esenzione dal bollo auto;
nel Lazio dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10%;
in Lombardia i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico hanno l’esenzione dal bollo auto;
in Toscana dal 1° gennaio 2015 i veicoli storici ultraventennali, a prescindere dall’uso e dall’eventuale iscrizione nei registri storici, sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10%;
in Umbria dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 10% purché iscritti nei registri storici (quelli dell’art. 60 del Codice della strada) o nei centri specializzati riconosciuti dalla Regione;
nella Provincia Autonoma di Bolzano dal 1° gennaio 2016 i veicoli storici ultraventennali sono soggetti al bollo auto nella misura ridotta del 50%, con periodicità tributaria diversificata in base alla potenza dell’auto;
nella Provincia Autonoma di Trento dal 1° gennaio 2015 i veicoli storici ultraventennali con certificato di rilevanza storico e collezionistico sono esentati dal bollo auto.
certificato di rilevanza storica si ottiene con l’iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI».

ATTENZIONE COMUNICATO URGENTE

Pagamento bollo auto storiche: la Lega spinge per l’abolizione

Fra le possibili novità della Manovra finanziaria che stanno discutendo Lega e Cinque Strelle sono diverse quelle che riguardano il mondo delle auto.

La Lega in particolare sta spingendo per l’abolizione del pagamento del bollo per le auto storiche, cioè quelle con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni.

Il pagamento del bollo per le auto storiche fu introdotto con la Riforma 2015 dell’ Governo Renzi. Questo provvedimento aveva messo sullo stesso piano le auto moderne con quelle più datate, obbligando i proprietari di auto al pagamento dell’odiato bollo.

Un provvedimento che provocò grande indignazione da parte dei proprietari di questi veicoli storici e grande confusione nelle varie regioni italiane.

Ora la Lega spinge per una nuova abolizione di questa tassa (con una apposita copertura finanziaria quantificata in 80 milioni di euro annui, soldi che andranno alle Regioni per sopperire il mancato incasso), imponendo un maggior controllo sulla sicurezza con la revisione per i veicoli ultraventennali ogni due anziché ogni quattro anni. Chiaramente l’iter legislativo è in divenire e prima di cantare vittoria i possessori di auto d’epoca devo incrociare le dita.